Abstract
Durante un temporale il pericolo non deriva soltanto dai fulmini. Raffiche improvvise, grandine, caduta di alberi e rami, allagamenti rapidi e linee elettriche danneggiate possono provocare conseguenze altrettanto gravi. La regola fondamentale è semplice: quando si sente il tuono bisogna raggiungere immediatamente un edificio chiuso oppure un’automobile con tetto e carrozzeria metallici, portiere chiuse e finestrini alzati. All’aperto non esiste una posizione completamente sicura. Alberi, tettoie, gazebo, pensiline, tende e porticati proteggono dalla pioggia, ma non dai fulmini. In una radura bisogna evitare di rimanere come elemento sporgente; nel bosco occorre allontanarsi dagli alberi isolati e più alti, considerando anche la possibile caduta di rami; in città bisogna entrare in un edificio e non fermarsi vicino ad alberi, impalcature, pali o sottopassi allagabili. L’ombrello non attira il fulmine perché contiene metallo, ma aumenta l’altezza e la sporgenza della persona. Prima di tornare all’aperto bisogna attendere almeno 30 minuti dall’ultimo tuono.
Parole chiave: temporali, fulmini, sicurezza, radura, bosco, città, ombrello, automobile, grandine, allagamenti
Un temporale non è soltanto pioggia
Un temporale può produrre contemporaneamente fulmini, precipitazioni intense, grandine e raffiche molto forti. Anche un fenomeno breve può generare condizioni pericolose in pochi minuti.
Il rischio cambia secondo il luogo. In aperta campagna prevalgono l’esposizione ai fulmini e alle raffiche. Nel bosco si aggiunge la caduta di alberi e rami. In città possono cadere tegole, insegne, ponteggi e altri elementi, mentre sottopassi e locali interrati possono allagarsi rapidamente.
Concentrarsi soltanto sulla pioggia è un errore. Il pericolo può iniziare prima delle precipitazioni e continuare dopo la loro cessazione.
Quando si sente il tuono
Il tuono è il segnale operativo più semplice per riconoscere una situazione pericolosa.
Se il tuono è udibile, la scarica è avvenuta a una distanza abbastanza ridotta da rendere necessario un riparo. Non bisogna aspettare che il temporale si trovi esattamente sopra la propria posizione.
Un fulmine può cadere fuori dalla zona delle precipitazioni e raggiungere aree nelle quali non sta ancora piovendo. Anche la presenza di cielo relativamente chiaro in una direzione non garantisce sicurezza se nelle vicinanze si sentono tuoni.
Il comportamento corretto è interrompere immediatamente l’attività e raggiungere il riparo già individuato. Aspettare il primo scroscio violento, la grandine o una scarica molto vicina significa aver ridotto eccessivamente il margine di sicurezza.
Che cosa costituisce un riparo sicuro
Il riparo preferibile è un edificio completamente chiuso, dotato di pareti e tetto.
In mancanza di un edificio, offre protezione una normale automobile con tetto e carrozzeria metallici, portiere chiuse e finestrini alzati.
Non costituiscono ripari sicuri le tettoie aperte, i gazebo, le pensiline, i porticati, le fermate dell’autobus aperte, le tende da campeggio, i capanni leggeri, i rifugi da picnic e i garage privi di chiusura.
Queste strutture possono proteggere dalla pioggia o dalla grandine, ma non separano adeguatamente una persona dalle possibili vie percorse dalla corrente elettrica.
Anche un edificio aperto su uno o più lati non equivale a un locale chiuso. Fermarsi sotto un balcone o nell’ingresso esterno di un palazzo non offre la stessa protezione dell’entrare al suo interno.
In una radura o in un campo
Una radura, un prato, un campo coltivato, un campo sportivo o una spiaggia sono ambienti particolarmente esposti.
In una zona ampia e pianeggiante una persona può diventare uno degli elementi più alti e sporgenti. La priorità non è trovare un punto nel quale aspettare, ma uscire rapidamente dall’area e raggiungere un edificio o un’automobile.
Non bisogna dirigersi verso un albero isolato, un palo, un traliccio, una torre, una recinzione o una tettoia leggera. Un fulmine che colpisce un oggetto vicino può raggiungere una persona attraverso un salto laterale oppure attraverso la corrente che si propaga nel terreno.
Sdraiarsi a terra è pericoloso. Aumenta la superficie di contatto e la distanza tra differenti punti del corpo, favorendo il passaggio della corrente dispersa nel terreno.
Se non esiste alcun riparo raggiungibile, bisogna allontanarsi dagli oggetti alti e sporgenti, raggiungere una zona meno elevata e ridurre il contatto con il suolo. Questa è soltanto una misura di emergenza e non trasforma il luogo aperto in un luogo sicuro.
Nel bosco
Il bosco non garantisce automaticamente protezione.
Gli alberi isolati, quelli più alti rispetto alla vegetazione circostante e quelli posti sul margine del bosco sono particolarmente esposti. Non bisogna fermarsi contro un tronco o immediatamente sotto una grande chioma.
Se non è possibile raggiungere un edificio o un’automobile, una zona interna caratterizzata da alberi relativamente bassi e di altezza uniforme è meno esposta rispetto al margine del bosco o a un albero isolato. Occorre comunque mantenere distanza dai tronchi.
Nel bosco il fulmine non è l’unico pericolo. Le raffiche associate ai temporali possono spezzare rami e abbattere alberi, anche a una certa distanza dalla parte più intensa della precipitazione.
Il rischio aumenta in presenza di piante morte o danneggiate, chiome molto pesanti, terreno saturo d’acqua e raffiche improvvise. Una zona protetta dalla pioggia può quindi essere pericolosa per la caduta di materiale dall’alto.
In città
In ambiente urbano bisogna entrare in un edificio chiuso.
Non è corretto fermarsi sotto alberi, impalcature, insegne, pali, tettoie, pensiline o strutture provvisorie. Questi elementi possono essere colpiti da un fulmine, condurre corrente oppure cadere a causa del vento.
Le raffiche possono sollevare tegole, vasi, lamiere, cartelli, arredi esterni e oggetti lasciati sui balconi. Bisogna quindi evitare anche la vicinanza alle facciate degli edifici quando sono presenti elementi che potrebbero staccarsi.
Sottopassi, parcheggi sotterranei, cantine e zone depresse non devono essere scelti come riparo se esiste il rischio di allagamento. Una precipitazione intensa può convogliare grandi quantità d’acqua verso i punti più bassi in tempi molto brevi.
La presenza di edifici alti non rende automaticamente sicura una strada. La scelta corretta rimane entrare in un locale chiuso.
L’ombrello
Il metallo non attira il fulmine come una calamita.
La probabilità di essere coinvolti dipende soprattutto dalla posizione, dall’altezza e dalla forma degli oggetti presenti. Un ombrello aperto aumenta l’altezza complessiva della persona e crea un elemento sporgente e appuntito sopra la testa.
In una zona esposta l’ombrello deve quindi essere abbassato o chiuso mentre si raggiunge un riparo. Chiuderlo, però, non rende sicuro rimanere all’aperto.
Lo stesso principio riguarda canne da pesca, bastoni, mazze da golf, treppiedi e altri oggetti lunghi tenuti in posizione sollevata.
La presenza di una parte metallica non costituisce il problema principale. Il rischio maggiore deriva dal trovarsi esposti durante l’attività elettrica.
Metallo e oggetti conduttori
Piccoli oggetti come chiavi, orologi, collane e telefoni non attirano il fulmine.
Il metallo è però un buon conduttore. Bisogna quindi mantenersi lontani da strutture metalliche estese come recinzioni, ringhiere, impalcature, scale, funi, rotaie e linee elettriche.
Se una struttura viene colpita, la corrente può propagarsi lungo il metallo e raggiungere chi la tocca o si trova nelle immediate vicinanze.
Anche biciclette, motociclette e macchinari aperti non costituiscono ripari. La loro struttura metallica non forma un ambiente chiuso capace di proteggere gli occupanti.
In automobile
Una normale automobile chiusa, dotata di tetto e carrozzeria metallici, costituisce un riparo adeguato.
La protezione non deriva principalmente dagli pneumatici. La corrente tende a distribuirsi lungo la superficie metallica esterna del veicolo e a proseguire verso il terreno.
Le portiere devono essere chiuse e i finestrini alzati. Durante il temporale è prudente evitare di toccare parti metalliche collegate direttamente alla carrozzeria esterna.
Cabriolet con tetto in tessuto, motociclette, biciclette, quad e veicoli aperti non offrono la stessa protezione.
L’automobile protegge dai fulmini, ma non elimina i pericoli della guida. Pioggia intensa, grandine, raffiche e acqua sulla carreggiata possono ridurre drasticamente visibilità e aderenza.
Bisogna rallentare, aumentare la distanza di sicurezza e fermarsi in un luogo adeguato quando non è più possibile guidare in sicurezza. Non bisogna sostare sotto grandi alberi, vicino a cartelli instabili o in zone soggette ad allagamento.
Dentro casa
Entrare in un edificio riduce fortemente il rischio, ma durante la fase più vicina del temporale sono necessarie alcune precauzioni.
Bisogna evitare docce, vasche, rubinetti e altre attività che richiedono il contatto con acqua e tubazioni. La corrente può propagarsi attraverso gli impianti idraulici.
È opportuno non utilizzare telefoni fissi con filo e non toccare apparecchiature collegate alle prese elettriche. Un telefono cellulare non attira i fulmini e può essere utilizzato, purché non sia collegato al caricabatterie.
Bisogna rimanere lontani da finestre, porte esterne, balconi e porticati. Non si deve uscire per recuperare oggetti, sistemare antenne, chiudere tende o riparare danni mentre il temporale è ancora attivo.
Gli apparecchi non indispensabili possono essere scollegati prima dell’arrivo del temporale. Non è opportuno intervenire sulle prese quando le scariche sono già vicine.
Vicino all’acqua
Piscine, laghi, fiumi, mare, moli e pontili devono essere abbandonati non appena si sente il tuono.
Non è sufficiente uscire dall’acqua e rimanere sulla riva. Anche la spiaggia è uno spazio aperto e può lasciare la persona come elemento sporgente.
Chi si trova su una piccola imbarcazione deve raggiungere la costa e un riparo chiuso prima che il temporale arrivi. Una barca aperta, anche se dotata di una copertura leggera, non equivale a un’automobile.
L’acqua può condurre la corrente e la scarica può produrre effetti pericolosi anche a distanza dal punto esatto di impatto.
In montagna
Cime, creste, passi elevati, pareti esposte e rilievi isolati devono essere abbandonati immediatamente.
Bisogna scendere di quota evitando funi metalliche, scale, vie ferrate e punti sporgenti. La direzione scelta deve tenere conto anche del rischio di piene improvvise, colate d’acqua e caduta di pietre.
Se un gruppo viene sorpreso all’aperto, le persone non devono rimanere a contatto né tenersi per mano. Una certa separazione riduce la possibilità che una singola scarica coinvolga contemporaneamente tutti i componenti.
Grotte poco profonde, sporgenze rocciose e pareti non sono ripari sicuri. La corrente può propagarsi lungo la roccia o saltare attraverso l’apertura.
Raffiche, grandine e allagamenti
Un temporale può essere pericoloso anche quando i fulmini non cadono nelle immediate vicinanze.
Le raffiche discendenti possono raggiungere il suolo e propagarsi rapidamente in direzioni differenti. Possono abbattere alberi, ponteggi, coperture leggere e linee elettriche.
La grandine può causare lesioni, danneggiare veicoli e ridurre quasi completamente la visibilità. Chi si trova in automobile deve rimanere all’interno e fermarsi soltanto in un luogo che non sia esposto ad alberi, strutture instabili o allagamenti.
Le precipitazioni intense possono riempire sottopassi, cantine, garage e strade in pochi minuti. Non bisogna attraversare una zona allagata né a piedi né in automobile.
Dalla superficie non è possibile conoscere con certezza la profondità dell’acqua, la velocità della corrente, la stabilità del fondo o la presenza di tombini aperti e cavi elettrici.
Quando non esiste un riparo
All’aperto non esiste una posizione completamente sicura durante un temporale.
Quando è impossibile raggiungere rapidamente un edificio o un’automobile, le indicazioni disponibili servono soltanto a ridurre il rischio.
Bisogna allontanarsi da alberi isolati, pali, recinzioni, acqua, creste e altri elementi sporgenti. È preferibile raggiungere una zona più bassa, purché non sia esposta ad allagamenti improvvisi.
Non bisogna sdraiarsi. Mantenere i piedi vicini e ridurre il contatto con il terreno può limitare la differenza di tensione tra differenti punti del corpo.
Questa posizione non deve essere considerata una soluzione alternativa al riparo. È una misura estrema per una situazione nella quale non esistono possibilità migliori.
Se una persona viene colpita
Una persona colpita da un fulmine non rimane elettricamente carica e può essere toccata e soccorsa immediatamente.
Bisogna chiamare il 112 e seguire le indicazioni dell’operatore. Il soccorritore deve però considerare che il temporale può continuare e che anche la zona dell’incidente può essere ancora pericolosa.
Devono essere verificate coscienza e respirazione. Se la persona non respira normalmente, bisogna iniziare le manovre di rianimazione indicate dall’operatore di emergenza e utilizzare un defibrillatore automatico quando disponibile.
Il ritardo dovuto al timore di ricevere elettricità dal corpo della vittima è ingiustificato e può ridurre le possibilità di sopravvivenza.
Dopo il temporale
La cessazione della pioggia non indica necessariamente la fine del pericolo.
I fulmini possono continuare mentre il temporale si allontana. Prima di riprendere un’attività all’aperto bisogna attendere almeno 30 minuti dall’ultimo tuono. Se durante l’attesa se ne sente un altro, il conteggio ricomincia.
Dopo raffiche intense bisogna prestare attenzione a rami spezzati, alberi inclinati, tegole, ponteggi e altre strutture danneggiate.
Le linee elettriche cadute devono essere considerate sempre sotto tensione. Non bisogna avvicinarsi, toccare cavi, recinzioni o acqua nelle loro vicinanze, né tentare di spostare oggetti appoggiati sulle linee.
Conclusioni
Durante un temporale non esiste un luogo esterno completamente sicuro.
Quando si sente il tuono bisogna raggiungere immediatamente un edificio chiuso oppure un’automobile con tetto e carrozzeria metallici, portiere chiuse e finestrini alzati.
In una radura occorre evitare di rimanere come elemento sporgente. Nel bosco bisogna allontanarsi dagli alberi isolati e più alti, considerando anche il rischio di caduta di rami. In città è necessario entrare in un edificio ed evitare alberi, impalcature, strutture leggere e zone soggette ad allagamento.
L’ombrello non attira il fulmine per la presenza del metallo, ma aumenta l’altezza e la sporgenza della persona. Alberi, gazebo, pensiline, tende e porticati proteggono dalla pioggia, non dalle scariche elettriche.
Raffiche, grandine e allagamenti possono provocare danni anche senza una fulminazione vicina. Il comportamento corretto deve quindi considerare l’intero temporale.
Prima di tornare all’aperto bisogna attendere almeno 30 minuti dall’ultimo tuono.
Fonti principali
Dipartimento della Protezione Civile, In caso di temporali e fulmini.
Dipartimento della Protezione Civile, Rischio meteo-idro: sei preparato?
NOAA National Weather Service, Lightning Safety.
NOAA National Severe Storms Laboratory, Severe Weather 101: Lightning.
Centers for Disease Control and Prevention, Safety Guidelines: Lightning.
Centers for Disease Control and Prevention, Frequently Asked Questions About Lightning.
Met Office, Stay Safe in Thunder and Lightning.